Crisi del capitalismo e avanzata delle destre
Il sistema capitalistico è in crisi come forse mai prima d’ora. Di fatto la crisi finanziaria del 2008 è stato un colpo dopo il quale il capitale non è più stato in grado di ripristinare in modo stabile il proprio saggio di profitto, preferendo invece cicli di accumulazione sempre più rapidi e concentrati su settori specifici – delle vere e proprie “bolle” speculative – con la garanzia che gli Stati avrebbero scaricato sulle classi subalterne i costi dell’inevitabile sgonfiamento delle varie bolle1.
Proprio questa incapacità del capitalismo di garantire attraverso il suo saggio di profitto un livello minimo di benessere nella popolazione, specialmente nella classe media, ha fatto da motore all’ascesa dell’estrema destra detta “populista”, che ha visto incrementare il proprio consenso fino ad arrivare al governo non solo di “pesi leggeri” del blocco occidentale, ma di conquistare perfino la Casa Bianca, con la Germania ormai rimasta come unica “eccezione”, dando se non per scontate almeno come molto probabili le vittorie di Le Pen/Bardella e Farage in Francia e Regno Unito2.
Come è ormai ampiamente evidente per ciascuno di noi, la crisi sistematica – e irrisolvibile – del capitalismo sta trascinando il blocco occidentale verso una escalation bellica che ne determinerà o la sopravvivenza temporanea o la sconfitta definitiva. La gestione di questa crisi e la necessità di ristrutturare l’intera società per orientarla verso lo sforzo bellico hanno prodotto nella borghesia la necessità di uno Stato più autoritario.
È importante essere coscienti di come questa torsione autoritaria non sia il prodotto dell’avanzata delle destre di cui si è parlato prima, ma una necessità esistenziale della borghesia capitalista, certificata dal fatto che l’autoritarismo avanza non solo negli USA di Trump o l’Italia di Meloni, ma anche nella Francia del “moderato” Macron e nella Germania del democristiano Merz. Prendendo l’Italia come esempio, un governo a guida PD avrebbe forse usato pretesti o narrazioni diverse, ma avrebbe comunque portato avanti l’accentramento di potere e la progressione verso autoritarismo e stato di polizia visti con il governo Meloni.
E in effetti, per chi avesse la memoria corta, è stato esattamente così quando hanno governato3…
Il Doppelstaat di Fraenkel
Nella sua analisi del sistema-Stato nella Germania nazista4, Ernst Fraenkel teorizzò che il suo funzionamento si basava su di uno Stato “duale”, o “doppio” a seconda che si preferisca riprendere il titolo inglese o quello tedesco del suo libro. Fraenkel teorizzava che il sistema nazista agisse in modo normativo, ovvero come quello di una tradizionale democrazia borghese, per quanto riguardava, ad esempio, l’economia, con delle leggi ed una burocrazia volte a garantire il funzionamento della macchina capitalista; lo stesso sistema diventava invece discrezionale nella gestione dell’ordine pubblico, con il ricorso a mezzi legali e non per garantire il rispetto dell’ordine costituito. Lo Stato discrezionale in pratica pone in essere la gestione del conflitto sociale e garantisce la coesione interna necessaria alla messa in pratica del progetto di espansione coloniale e di genocidio teorizzato dal nazismo.
Con questa impostazione il nazismo si presentava come una versione “migliore” del fascismo italiano, caratterizzato da una forte nazionalizzazione dell’economia mal digerita dal capitale, e chiaramente non più proponibile nel mondo globalizzato di oggi.
Il Doppelstaat oggi
Prendendo come esempio l’Italia – ma questo lavoro può essere fatto con qualsiasi grande nazione del blocco occidentale – possiamo tranquillamente affermare di vivere già all’interno di uno Stato duale: sul piano normativo tutto funziona come prima, al massimo si sono viste delle riforme5 volte ad allentare il controllo dello Stato sull’economia e sulla libertà delle imprese di fare e disfare a proprio piacimento, nella speranza che questo liberismo senza freni possa bastare per garantire il saggio di profitto alla borghesia.
Sul piano discrezionale, d’altro canto, si potrebbe addirittura argomentare che l’Italia è un laboratorio per il resto del blocco imperialista: già di per sé il ricorso imponente ai decreti d’urgenza in materia di sicurezza e ordine pubblico è discrezionale, trattandosi – almeno in teoria – di strumenti il cui utilizzo è vincolato da esigenze di urgenza ed eccezionalità, e con misure che entrano in vigore da subito senza nessun bilanciamento giuridico6. La situazione peggiora andando poi a vedere quali sono nello specifico gli strumenti a disposizione dello Stato discrezionale: prefetti e questori hanno una gamma di strumenti enorme a loro disposizione per reprimere il dissenso prima, durante e dopo i momenti di piazza, tra fogli di via, avvisi orali, sorveglianza speciale, DASPO e ora anche i fermi preventivi; la Commissione di Garanzia e i vari ministri prescrivono e precettano gli scioperi con le scuse più patetiche, e se si è del colore della pelle “sbagliato” è sufficiente un incontro con la polizia per finire direttamente in obitorio7.
Abbiamo detto di come tutta la struttura dello Stato discrezionale già in tempo di pace sia complementare allo Stato normativo e funzionale al mantenimento di un ordine ed una pace sociale necessarie al capitalismo per continuare i suoi cicli di accumulazione indisturbato; in tempo di guerra, tutto viene amplificato e per questo motivo i provvedimenti tesi alla creazione dello Stato discrezionale si succedono ormai a valanga.
Che futuro ci aspetta?
Cosa significa questa evoluzione dello Stato borghese verso una struttura di “Stato duale” ce lo anticipa Marx: “La Storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, e la seconda come farsa.”8
Da tempo si parla di ritorno al fascismo, ma probabilmente il funzionamento attuale della democrazia borghese nel centro imperialista fa sì che sia più corretto parlare di ritorno al nazismo – soprattutto se si prende in considerazione la dimensione del piano di riarmo che l’occidente ha intenzione di attuare.
Può sembrare scandaloso parlare di ritorno al nazismo, e sicuramente una frase del genere scatenerebbe la rabbia dei difensori della democrazia borghese, convinti come sono che un sistema nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale sia per natura immune al ripresentarsi di certe dinamiche. Per fortuna non sono un sostenitore della democrazia borghese, e credo che il comunismo sia l’unico modo per sconfiggere per sempre il nazismo.
L’errore dei “sinceri democratici” è proprio quello di farsi ingannare dal pensiero che una mostruosità come il nazismo non possa più accadere: a guardare bene, il blocco imperialista occidentale ha già iniziato il processo di individuare i nemici al suo interno – immigrati, soggettività fragili e, immancabili, i comunisti – e anche i campi di concentramento sono già una realtà, dalle prigioni dell’ICE ai lager ai confini della Fortezza Europa, che sono sempre lager anche se la stampa li chiama “hub per migranti”. Le basi per l’escalation della violenza ci sono già, quando e quanto questa sarà forte dipenderà anche dalla guerra sul fronte esterno.
È difficile prevedere oggi quali saranno poi le caratteristiche particolari del nazismo di questo periodo storico, ma una cosa non cambierà: tragedia o farsa, il prezzo lo pagano sempre i proletari.
L’unico modo per non farlo è organizzarsi e lavorare per la creazione delle condizioni per la Rivoluzione.
- Sgonfiamento delle bolle e non scoppio perché in effetti con l’eccezione della pandemia, che ha caratteristiche diverse, un vero e proprio tracollo dell’economia non c’è stato ↩︎
- Ad oggi, almeno stando ai sondaggi, vittorie abbastanza scontate ↩︎
- Basti ricordare il sostegno all’impostazione autoritaria durante la pandemia o a strumenti come il decreto Minniti. ↩︎
- E. Fraenkel, The Dual State. A contribution to the Theory of Dictatorship, New York 1941 ↩︎
- Una su tutte, il Jobs Act ↩︎
- Ci sarebbe il Presidente della Repubblica, che prima di firmare deve garantire la costituzionalità delle norme, ma si tratta ormai di una figura che firma tutto quello che le viene messo davanti, indipendentemente da chi ricopre la carica ↩︎
- Ramy, Moussa Diarra, il caso Cinturrino… ↩︎
- Da “Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte” ↩︎
Lascia un commento